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Armi da difesa

Que rest-t-il de nos amours - Henry Salvador e Rosa Passos
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Qui al buio davanti al computer
a battere parole bare
quando poesia sarebbe uno scooter
che ci portasse fino al mare

Poesia è forse bugia
che sogna la verità
poesia è amnesia
che lascia le pagine a metà

Ma ho sempre usato il bilancino
anche in prosa
Sono anni che spino
una rosa

Per non rischiare di graffiarmi
uso guanti da presa
Sento il bisogno di armi
da difesa

 

Precipizio

 

 

 

Ho spezzato la
punta di una ma
tita
nella foga di 
dare un segno di
vita

Ho finito l’in
chiostro e adesso in
tingo
nella mia poesia
e che sia bugia
fingo

Ho spezzato ver
si soltanto per
vizio
come in una reci
ta davanti a un preci
pizio

 

L'amare me stesso

Forse so solo chiedere
Il mio incedere
zoppicante
le mani in tasca il tic alle guance
La mia spalla reclinata
da Madonna botticelliana
e i miei sguardi che su tutto si gettano
che chiedono come i cani
e più dei cani si aspettano

Forse so solo dare
I miei regalini
inutili troppo stupidi
per essere ricambiati
E la risata stentata
Per la strada la mia aria precaria
che dona a tutti sicurezza leggendaria

Forse tra il chiedere e il dare
ho sempre omesso il compromesso
il chiedere a me stesso
Il dare a me stesso
L’amare me stesso

 

Estranei

Almeno tra due estranei
c’è la curiosità
Noi estranei lo siamo diventati
Conoscendoci sempre meglio

L’odore di lavanda dappertutto
Il tuo portascarpe
Impeccabile e sempre brillante
Le orate con patate il venerdì

Almeno tra due estranei
c’è qualche novità

Come dopo una canzone

S’aprono giorni come finestre
giorni da cui si affacciano
ragazze come cucù

Mi sento un extraterrestre
quando ogni volta mi cacciano
perché non torni più

S’aprono mani come rose
ne escono parole in rima
e poi disperazione

SI richiudono le solite cose
e tutto è come prima
come dopo una canzone

 

Architetto condivido il tuo progetto

I
Architetto condivido il tuo progetto
un bambino e un matrimonio
più una macchina più larga e un’altra casa
In un quartiere di gente per bene
Ti ascolto perché a volte hai gli occhi dolci
quando sogni
Dalla tua voce trapela una luce
e diventi misteriosa come un’ombra
Eppure se ci penso tutto è chiaro
Tu hai appaltato il futuro

II
Il tuo progetto è più o meno lo stesso
Mi pare solo l’uomo che è diverso
Vi incrocio un anno dopo a uno spettacolo
Lui ti tiene per mano
e dove ci stava il mio anello
ce n’è un altro un po’ più bello
Niente lapislazzuli falsi
ma veri carati
E anche tu luccichi meglio
con più orgoglio
        Distrattamente si incrociano i nostri occhi
ma non si incrociano più le lame
Ora sei di un altro reame
e non mi guardi più dall’alto in basso
Ma solo da lontano

 

Verità

Verità non è svuotarsi la coscienza
Verità è mantenere una promessa

“Non lo vedrò mai più” mi avevi detto
Per caso ti ha bendata
portandoti a letto?

 

Perché ho smesso di scriverti versi

Dopo tre mesi di rose
e poesie d’amore a tutto spiano
finalmente ti sei arresa
però con un altro
Per giunta mi chiedi
Perché ho smesso di scriverti versi
 

Notte

Come quel cane
che annusa distratto
la propria fame
 

Solo inchiostro

Diceva vienimi dentro
Diceva giusto per fare un esperimento
L’esperimento che aveva in mente
teneva gli occhi azzurri
il volto giocondo e il capello biondo
Io le rispondevo in questo mondo
son capace di schizzare solo inchiostro
Per questo quando se ne andò 
mi urlò contro che ero un mostro

 

Le lacrime sono cose involontarie

Le lacrime son cose involontarie
un po’ come le erezioni
Il problema nasce quando te le causa
e scientificamente te le provoca
la stessa persona

Domande giuste

Se davvero vuoi risposte
Fammi le domande giuste
Non mi chiedere
se c’ è posto per te nel mio cuore
Il cuore è una pompa 
senza forma o dimensione
A volte può diventare enorme
alterandosi fino a confondere
sole e notte
Non domandarmi se lì c’è
uno spazio 
un cantuccio o un riparo
anche piccolo
Chiedimi semmai 
come fare per entrarci
 

L'uomo che scrive sull'acqua "aiuto"

Di una ragazza stesa su una spiaggia
davanti a un mare che non ha mai sosta
Di una fumata che di nero irraggia
e il sole squarcia e pare farlo apposta


Di un guardone di dune lui che assaggia 
la sua disperazione. Di una costa
morsa che trova un' espressione saggia
Di un'onda che non avrà mai risposta


Di un signore malinconico e ironico
vissuto, che scrive sull'acqua “aiuto”
Di una morte che nessuno si immagina


Di un sangue che di-scorre su una pagina
bianca, chiuso in una stanza, laconico
di un morso, di un amore mosso muto

Tra gli interessi di alcuni vecchi

Tra gli interessi di alcuni vecchi 
Ci sono i cassonetti
Capita che si irrigidiscano fermi
A guardare lische
Piatti di plastica e altri avanzi
Attratti come da una verità
         Lì per lì li compatisci
ma più che altro resti perplesso
tu che ormai non ti soffermi
nemmeno sui tramonti o su di lei